martedì 20 febbraio 2018

A.I.D.A. e ADICONSUM firmano Protocollo d'Intesa

E' stato firmato il Protocollo d'Intesa tra l'Associazione Intermediari Diritto d'Autore (A.I.D.A.) e l'Associazione Difesa Consumatori e Ambiente (Adiconsum).

La Legge 4/2013 ha messo un punto fermo sull'organizzazione delle professioni in Italia, andando a valorizzare il secondo pilastro del sistema professionale italiano; da un lato le Professioni Organizzate in Ordini, Colleghi, Albi, dall'altro le Professioni Associative e/o non regolamentate.

La Legge 4/2013 nasce con l'obiettivo di mettere a punto una serie di strumenti a tutela e garanzia dell'utenza; pertanto il fine ultimo della legge è quello di curare gli interessi dei cittadini attraverso un sistema di messa in evidenza delle competenze, esperienze, garanzie promosso dal professionista al fine di migliorare la difformità informativa e permettere al cittadino utente di scegliere con maggiore consapevolezza.


sabato 13 gennaio 2018

Il numero 1 di SIAE su soundreef e SUISA.

A costo di continuare a fare pubblicità a questa soundreef abbiamo il dovere di pubblicare l'ennesimo chiarimento pervenuto da parte di SIAE. È un dovere nei confronti degli autori ed utilizzatori che subiscono sempre più informazioni distorte e stravaganti.

Ma facciamo un passo indietro. Negli ultimi giorni la collecting inglese aveva annunciato, con clamore, di aver stretto degli accordi strategici con la SIAE Svizzera SUISA. Una bomba ben presentata peccato che in realtà si tratta di tutt'altro e a questo punto riportiamo le dichiarazioni del numero uno di SIAE Gaetano Blandini:

"La dichiarazione espressa da Alexander Wolf, presidente di Sesac International, costituisce l'ennesima conferma sulla non effettiva capacita' di Soundreef di operare anche laddove (mercato on line) potrebbe operare legalmente [...] Tale mercato infatti e' completamente liberalizzato dal 2008 e solo oggi Soundreef e' stata in grado di stipulare un accordo come 'cliente' con SUISA, la Siae svizzera. Tale accordo non e' 'strategico', come voleva far credere Davide D'Atri (l'ad di Soundreef, ndr), ma un semplice accordo a pagamento, ci si augura - senza averne certezza - per TUTTI i loro iscritti. D'altronde Soundreef sin dalla sua nascita spaccia una coppia per un tris ed una doppia coppia per un poker. Basti infatti notare che dopo la puntualizzazione di Alexander Wolf hanno modificato la loro comunicazione". A Il Sole 24 Ore online, il presidente di Sesac International, che e' delegato del CdA di Mint, ha infatti precisato che "Soundreef e' cliente, non partner di Mint, come si potrebbe essere portati a capire dalle comunicazioni di questi giorni...Non ci e' piaciuto il riferimento a Sesac. Abbiamo avuto uno scambio di mail con Soundreef, nel quale abbiamo precisato la nostra posizione". E per Wolf, inoltre, Siae sta lavorando bene negli ultimi anni: "Abbiamo a lungo collaborato insieme e ritengo di credere che lo faremo per lungo tempo ancora". Blandini conclude rilevando che "resta il fatto che laddove potevano da anni operare legittimamente, solo oggi riescono a stipulare un accordo come clienti di un altro soggetto, consentendo cosi' tardivamente, forse, ad alcuni dei loro associati di veder remunerate le utilizzazioni on line; nel nostro Paese dove invece la normativa non gli consente di operare continuano imperterriti, sentendosi al di sopra della legge".

mercoledì 10 gennaio 2018

Soundreef, SUISA e Youtube? Basta spot sconclusionati.

Apprendiamo da lancio stampa di AdnKronos i seguenti chiarimenti e dichiarazioni di SIAE: "L'annuncio dell'accordo tra Soundreef e Suisa conferma le nostre perplessità sulla capacità di Soundreef di operare per la tutela del diritto d'autore. Ci stupisce che una realtà che si è sempre dichiarata tecnologicamente avanzata sia costretta ad affidarsi ad un'organizzazione terza per poter amministrare i diritti in un mercato, quello online, completamente liberalizzato sin dal 2008 [...] Tra l'altro è paradossale che soltanto ora Soundreef abbia chiuso un accordo con Suisa nella raccolta online, perché ciò dimostra che fino ad oggi non è stata in grado di tutelare, né direttamente, né mediante intermediari gli autori ed editori che gli hanno dato fiducia anche per l'online. Siamo dispiaciuti che la tutela di una parte del repertorio italiano sia stata affidata ad una società straniera, portando fuori dal nostro Paese un asset strategico dell'Industria culturale italiana [...] Ricordiamo - conclude la Siae -che una gestione efficace significa coprire tutte le utilizzazioni online; infatti Siae, per tutelare i propri associati, gestisce direttamente più di 3.000 contratti con siti e servizi online e con tutti i Digital Service Provider internazionali che utilizzano in rete il repertorio musicale ed ha fondato il Licensing Hub Armonia insieme a un gruppo importante di società europee, tra cui quella spagnola SGAE e quella francese Sacem"

L'Associazione Intermediari del Diritto d'Autore (AIDA): "condanniamo fermamente l'atteggiamento sconclusionato e da venditori di fumo che genera solo confusione in autori e consumatori operato da Soundreef. Il diritto d'autore è una cosa seria e non ci si può approfittare della scarsa conoscenza della materia per trasformare notizie di sostanziali fallimenti in qualcosa di grandioso".

venerdì 22 dicembre 2017

Comunicazione del Presidente e del Consiglio Direttivo #AIDA



Cari colleghi,

quest’anno abbiamo deciso di indirizzare a tutti un messaggio video anziché testi sterili di Auguri.

Poiché il Presidente uscente è molto impegnato con questioni che riguardano il Sindacato di cui è recentemente stato nominato Presidente sono stato incaricato di rivolgervi questo messaggio.

Chi siamo noi di Aida, cosa significa essere un’Associazione di professionisti?

La risposta la troviamo guardandoci attorno, osservando le differenze. Quando noi sentiamo parlare deputati come Battelli, Bonomo, Mazziotti quando sentiamo parlare più o meno illustri professori della Luiss, quando ascoltiamo e sopportiamo personaggi come Scorza o D’Atri.

Comprendiamo, quando ascoltiamo, che siamo i detentori di un bagaglio culturale e professionale molto più che preziosi, direi unici, che hanno permesso fino ad oggi di sostenere gli autori e gli editori nel loro scopo principale che è la creazione.

Per quanto ci riguarda direttamente, nonostante alcuni incidenti di percorso - ma sfido chiunque ad effettuare milioni di permessi e milioni di controlli a non inciampare - lo abbiamo fatto dignitosamente, lo abbiamo fatto sempre nella legalità, lo abbiamo fatto con spirito di sacrificio (e voi sapete bene di cosa parlo).

Ora, da qualche tempo, AIDA è impegnata a trasmettere verso l’esterno l’immenso patrimonio professionale e culturale che ci contraddistingue dai populisti e da azioni mosse solo ed esclusivamente da interessi che non coincidono e non coincideranno mai con la tutela del diritto d’autore e la salvaguardia del patrimonio culturale e creativo del nostro paese.

Sembra che in molti pseudo addetti ai lavori non si rendano conto che il diritto d’autore non è un giochino, non è un mercato neppure simile a quelli a cui viene paragonato, non è una cosa che si può risolvere con un sito internet o un social network, il diritto d’autore, noi, non siamo un Reality. Il diritto d’autore è una cosa tanto seria quanto fragile nel suo ecosistema e noi abbiamo il dovere, poiché conosciamo visceralmente la materia e il territorio, di portare in tutte le sedi opportune le nostre considerazioni ed analisi, formandoci ed aggiornandoci costantemente, poiché appare ogni giorno più evidente che siamo tra i pochi che davvero conoscono con una ampia visione quello che sta accadendo ed i danni che si stanno generando.

Questo possiamo farlo e lo stiamo facendo restando coesi e sfruttando tutte le opportunità che Aida ci mette a disposizione, studiando ed aggiornandoci costantemente oltre e contro ogni populismo. 
Questo è quello che abbiamo fatto e che vogliamo fare nel 2018. 

Infine vi auguro a nome del Presidente e di tutto il Consiglio Direttivo i migliori auguri di natale e un 2018, si pieno di sfide, ma che uniti renderemo bellissimo. Auguri.

[Attenzione: questo video è una iniziativa diretta dell'Associazione Intermediari Diritto d'Autore (Aida) unica responsabile dei contenuti e delle opinioni ivi espresse]

martedì 17 ottobre 2017

Sugar "Se vogliamo a tutti i costi far guadagnare dei soldi agli azionisti speculatori di Soundreef"

Milano, 17 ott. (AdnKronos) - "Io sto dalla parte degli autori e degli editori". Così Filippo Sugar, presidente della Siae, interviene dopo la presa di posizione si Soundreef sulla questione del diritto d'autore in Italia. "Il diritto d'autore -dice all'Adnkronos- non è un mercato, è intermediazione. Non si vogliono favorire i protagonisti dell'intermediazione, ma gli intermediati, che sono gli autori e gli editori da una parte e gli utilizzatori dall'altra". L'intervento del Governo ha lasciato la gestione dei diritti alle società collettive no profit, come Siae, escludendo quelle indipendenti come Soundreef, società indipendente che da anni chiede la liberalizzazione . Per Sugar la questione di fondo sta nella concezione della gestione dei diritti come un mercato. "Sostenere che questo è un mercato significa dire una cosa che non c'è nella direttiva, che invece è molto chiara. L'unico grande Paese dove c'è vera concorrenza sono gli Stati Uniti, ma lì tutti gli indicatori, tra cui la capacità di incasso del diritto d'autore, la qualità e la trasparenza, la non discriminazione, sono negativi e peggiori di quelli dei Paesi dove c'èmonopolio". Secondo il presidente Siae "forzare il mercato significa privilegiare l'intermediatore. Se vogliamo a tutti i costi far guadagnare dei soldi agli azionisti speculatori di Soundreef allora facciamo un mercato, ma andrà a danno di editori, autori e utilizzatori". Il monopolio italiano per Sugar "non è un'anomalia, è una storia che si racconta per far leva sull'ignoranza su questo tema", sostiene. "Il diritto d'autore in Europa è monopolio di fatto ovunque. In tutti i Paesi ci sono leggi che limitano la concorrenza e i soggetti che operano devono essere in qualche modo autorizzati da diverse entità governative. Ciò che ha fatto il Governo negli ultimi mesi è stato ragionevole".

giovedì 22 giugno 2017

Stavolta la SIAE si è "incazzata" con Fedez.

Questa volta la SIAE si è incazzata, passateci il termine (ma anche noi non ne possiamo più) con gli infantilismi di Fedez che ha oltrepassato ogni limite. Di seguito la nota ufficiale battuta Ansa di Siae:
 ROMA, 22 GIU - La Siae "ritiene inaccettabili e inammissibilmente false e insultanti le affermazioni pronunciate ieri da Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nel corso di un convegno alla Luiss e le successive dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, riferite a Siae e alla signora Michela Di Biase, moglie del ministro Dario Franceschini". "E' infatti documentalmente destituita di qualunque fondamento - aggiunge la Societa' degli autori ed editori in una nota - la circostanza secondo la quale la signora Michela Di Biase gestirebbe gli immobili di Siae. Una simile affermazione, condita poi da inutili suggestioni di insussistenti conflitti di interessi o peggio, di favoritismi, e' priva di ogni logica e fuoriesce da qualunque limite di continenza". "A tale proposito, Siae - conclude la nota - ha dato mandato ai propri legali di tutelare l'onorabilita' della Societa', chiedendo agli stessi di reagire con la massima durezza consentita dall'ordinamento giuridico". (ANSA).

Molto bene, finalmente la SIAE ha deciso di rispondere fermamente alle insinuazioni, alle bufale, alle falsità, perché se una bugia la ripeti 10, 100, 1000 volte poi finisce che la gente ci crede veramente ed è un metodo che, ultimamente, ha "arricchito" in molti da Vip a movimenti politici ma fortunatamente le persone e nello specifico gli autori, gli editori e gli utilizzatori si stanno svegliando e difficilmente ormai credono a spiccioli populismi.